Dal 27° minuto comincia il pistolotto di 3 minuti poco critici di Piroso, giornalista e che proprio per il ruolo che ricopre certe affermazioni dovrebbe misurarle.
Scambia internet per "un grande supermercato ma attenzione, su alcuni scaffali la merce è notoriamente avariata", notare le virgolette perché sono le sue esatte parole. La rete semina dubbi, spaccia grandi bugie e per avvalorare la sua tesi tira fuori un articolo di giornale su un tizio che per mesi si era finto una donzella siriana arrestata; inutili naturalmente gli appelli per la sua liberazione perché era tutto falso.
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| Piroso mentre legge la sua biografia su Wikipedia modificata da un vandalo. |
"Se non hai gli strumenti per capire che stai dicendo la verità [...] non si può credere a niente", tralasciando il fatto che questo accade con qualsiasi cosa, dalla forchetta a un aereo di linea. Internet è uno strumento, e come tale per usarlo bene bisogna usare la testa. Che poi molte persone lo usino senza la testa, questo è un altro discorso e non lo si può ritorcere contro per denigrare internet, la sua libertà e la cosiddetta democrazia orizzontale. Se uso la forchetta per fulminarmi da una presa elettrica o l'aereo per falciare il prato, di chi sarà la colpa?
Il mare "di bugie" inonda non solo le persone comuni ma anche chi quel mare dovrebbe solcarlo e non farsi trascinare passivamente su di una misera zattera. Mi sto riferendo ad alcuni "giornalisti" che creano interi articoli con il famigerato copia-incolla, senza verificare ciò che scrivono. Di chi sarà la colpa se poi vengono messe su carta delle bufale grosse come una mongolfiera? Io il giornalista non l'ho mai fatto, ma a occhio il controllo delle fonti dovrebbe essere tra le priorità. Quando le bufale si scoprono, non è internet a fare una figura barbina, ma è chi quella roba l'ha presa e l'ha messa sotto una testata giornalistica senza controllarne la fonte. Esempi pratici?
- L'onda ghiacciata
- Foto del blackout del 2003
- Atlantide scoperta da Google Earth
- La luna blu
- La pantera di Palermo
- L'uomo infettato da virus informatico (ebbene sì, anche questo -.- )
- tante altre varie ed eventuali
Gli esempi riportati non sono verità assoluta, ma dimostrano come sia ragionevole verificare prima di pubblicare, il che non è compito del web ma di chi legge.
Piroso afferma anche che internet è accessibile a tutti, come fosse una tragedia, e il buon Fulvio Abbate gli fa intelligentemente notare che è una fortuna e non un difetto. Continua con "la democrazia orizzontale semina dubbi anche quando i dubbi non ci dovrebbero essere", ma è per questo che bisogna usare la testa non solo per dividere le orecchie ma per pensare, essere critici, andare a cercare più fonti e non chiudersi alle informazioni. Non è una scusa per staccare la spina o per filtrare il web.
A differenza di altri canali di comunicazione, il bello di internet è proprio questo: è l'utente a cercare informazioni, non il contrario. È L'utente che sceglie cosa vuole vedere, non c'è nessun palinsesto fisso. È l'utente che interagisce, non intrattiene passivamente l'udito con stralci di telegiornale. Il fatto di non avere filtri, per ora, è solo un finto svantaggio. Per ora non c'è nessuno che decide cosa possiamo leggere e cosa no, il che rende il web uno straordinario strumento dal grande potenziale.
La cattiva notizia arriva tra poche ore a partire da questo momento. Il "per ora non c'è nessun filtro" di alcune righe sopra, probabilmente finirà con la delibera di AGCom, organo amministrativo che non ha nessuna valenza giuridica. Eppure si vuole arrogare lo stesso il diritto di "fare giustizia" - o meglio, fare censura - nel web, impedendo agli utenti di accedere a quei contenuti che AGCom riterrà necessario togliere. Si parla di "sistema di cancellazione per i siti sospettati di violare il diritto d’autore". Ripeto: sospettati. Da quando basta un semplice sospetto per essere colpevole? E si deve essere giudicati colpevoli, sulla base di un sospetto, da qualcuno che non ha nemmeno la toga? E siamo sicuri che si limiteranno a colpire contenuti protetti di diritti d'autore?
Questa è vera e propria censura, non ci sono altre parole per descriverla. E di questo, naturalmente,
L'Italia va allegramente ad esportare la democrazia in altri stati, quando non sa nemmeno cosa significhi democrazia.
Cina, arriviamo!
Se l’Agcom censura il web
Saremo l'esperimento più avanzato di censura
Agcom: non censurare internet!
Bavaglio italiano al Web dal 6 luglio?

